Il Consiglio delle Organizzazioni Palestinesi per
i Diritti Umani (PHROC) ha appreso con grande preoccupazione del comunicato
stampa rilasciato sabato 17 agosto dalla Polizia Palestinese, che proibiva
tutte le attività promosse da alQaws [organizzazione per i
diritti LGBTQ] e invitava i cittadini a denunciare chiunque
ne faccia parte o sia in qualche modo legato all’organizzazione. Il comunicato
ha generato forti critiche da parte della società civile perché mina l’insieme
indivisibile dei diritti umani e avvelena il clima sociale, incita alla
violenza e mette a rischio la vita e l’integrità fisica delle persone, diritti
fondamentali di ogni essere umano, senza discriminazione.
La dichiarazione della polizia giunge in un
momento in cui le organizzazioni della società civile hanno osservato un
aumento significativo nel tasso di crimini e violenza all’interno della società
palestinese. Questo aumento dipende da diversi fattori, di cui i più importanti
sono: le sistematiche violazioni dei diritti umani perpetrati dalle forze di
occupazione israeliane, il deterioramento dell’economia e delle condizioni di
vita, l’aumento dei tassi di povertà e disoccupazione e più in generale una
frustrazione diffusa, soprattutto tra le fasce più giovani della popolazione palestinese.
La dichiarazione vìola, sotto molti aspetti, le
garanzie della Palestinian Basic Law aggiornata, la legislazione Palestinese in
materia e i trattati internazionali che lo Stato di Palestina ha sottoscritto
senza riserve. In particolare rappresenta un’infrazione del complesso
indivisibile dei diritti umani fondamentali, dei principi di uguaglianza e non
discriminazione e un abuso delle funzioni della Polizia che secondo quanto
previsto dalla costituzione ha la responsabilità di far rispettare la legge e
garantire lo stato di diritto. Inoltre mina alla base il processo di creazione
di una società in grado di garantire la sicurezza e la protezione dei suoi
cittadini, uguali di fronte alla legge e con gli stessi diritti e libertà.
Nonostante la Polizia Palestinese abbia successivamente fatto il passo positivo
di ritirare il proprio comunicato, le conseguenze negative generate dalla
dichiarazione hanno messo a rischio l’intera comunità LGBTQ palestinese e ogni
membro della comunità alQaws, che ora rischia di essere vittima di aggressioni
o addirittura di essere ucciso, un’inaccettabile violazione dei diritti
fondamentali e degli obblighi dello Stato di Palestina verso i propri
cittadini.
Per prevenire ciò, è necessario che le forze
dell’ordine e i corpi giuridici competenti adottino drastiche misure basate su
un dialogo aperto, garantista e progressista, che incoraggi il dibattito
comunitario sui temi relativi ai diritti umani. Al tempo stesso le autorità
devono garantire costantemente la sicurezza di tutti i cittadini senza
discriminazione alcuna, garantire loro lo stato di diritto e la protezione dei
diritti e delle libertà fondamentali.
PHROC esprime una forte preoccupazione per le
infrazioni dello Stato di Palestina nei confronti del proprio obbligo di garantire
i principi di libertà e non discriminazione. Questo include le garanzie
previste dai trattati sui diritti fondamentali che si applicano a tutti i
cittadini sotto la propria giurisdizione, senza distinzione di etnia, colore
della pelle, sesso, lingua, opinione politica o religiosa, posizione sociale,
origine o altro. Il rifiuto categorico di ogni forma di discriminazione
rappresenta il nucleo fondamentale della protezione dei diritti umani ed è
vincolante per ogni autorità pubblica, oltre che per i tre poteri dello Stato
(esecutivo, legislativo, giudiziario) a qualsiasi livello: regionale, nazionale
e internazionale. Lo Stato è perciò tenuto a rispettare la non-discriminazione
in base a vincoli interni e internazionali e deve compiere il suo dovere di
proteggere i diritti di tutti i cittadini. Di conseguenza, l’Autorità Palestinese non può in
alcun modo prendere parte o condonare iniziative che possano causare
direttamente o indirettamente un clima di odio o discriminazione in qualsiasi
forma, inclusa quella basata sull’orientamento sessuale e l’identità di genere.
Deve essere garantito in ogni momento che le persone siano protette da attacchi
di questo tipo, attacchi che devono essere giudicati e puniti e in generale venga
rispettato il Codice Etico di Condotta della Polizia Palestinese e il Codice di
Condotta delle Forze dell’Ordine delle Nazioni Unite, adottato dall’Assemblea
Generale dell’ONU nel 1979 per garantire il rispetto dei diritti fondamentali.
PHROC deplora le minacce di morte che hanno
seguito la diffusione del comunicato della Polizia. A tal proposito, PHROC ricorda
che la posizione degli esperti dell’ONU in materia di diritti umani prevede
l’obbligo per ogni Stato di creare spazi sicuri in cui sia permessa la libertà
di espressione a tutti gli individui e di contrastare i discorsi di odio fatti
da ufficiali e soggetti politici, non solo attraverso sanzioni amministrative,
ma anche incoraggiando figure pubbliche a prendere la parola contro l’odio e
l’intolleranza. Inoltre gli esperti di diritti umani hanno osservato come nella
lotta contro i discorsi di odio e l’incitamento alla violenza giochino un ruolo
fondamentale i social media e la loro sensibilità rispetto ai diritti umani.
A fronte di quanto detto finora, PHROC reitera
il proprio impegno a documentare e denunciare ogni violazione di questo tipo
secondo quanto previsto dalla legge e dai trattati internazionali sui diritti
umani. Analogamente, PHROC sollecita la Polizia Palestinese e la Magistratura a
investigare qualunque genere di attacco discriminatorio e a porre gli autori
del comunicato stampa di fronte alle proprie responsabilità per le violazioni
delle garanzie della Basic Law, delle leggi palestinesi e dei trattati
internazionali e a implementare misure per assicurare che simili atti non si
ripetano.
PHROC invita nuovamente le autorità e la Polizia
Civile Palestinese ad aprire un dialogo comunitario, basato sul rispetto dei
diritti umani e ad estendere tale dialogo a tutti i componenti della società palestinese
col fine di stimolare un proficuo dibattito all’interno della società civile
sulle questioni inerenti i diritti di base, in modo da garantire lo stato di
diritto, nel rispetto dei trattati e delle leggi nazionali e internazionali. (Trad. Matteo
Cesari)
FONTE: http://www.assopacepalestina.org/2019/08/il-consiglio-delle-organizzazioni-palestinesi-per-i-diritti-umani-phroc-invita-lautorita-palestinese-a-garantire-protezione-ai-cittadini-palestinesi-senza-discriminazione-alcuna/
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